Finalità dell’intervento di Lifting Temporale - Sopracciglio


L’intervento di lifting temporale viene eseguito per innalzare la parte laterale del sopracciglio e per distendere la pelle delle tempie e della parte laterale degli occhi. Tale procedura conferisce uno sguardo più aperto e luminoso e consente di attenuare le sottili rughe comunemente chiamate “zampe di gallina”.

L’obiettivo dell’intervento è quindi quello di rendere meno “vecchieggiante” l’aspetto della regione palpebrale e meno affaticata l’espressione degli occhi, senza cambiarne la forma.
Frequentemente viene associato a:
• Alla blefaroplastica superiore, per l’eliminazione degli ecessi cutanei delle palpebre superiori.
• Alla blefaroplastica inferiore, per l’eliminazione delle borse e correzione delle regusità delle palpebre inferiori
• Al lifting cervico-facciale, per la correzione dei segni di invecchiamento delle guance e del collo.
• Al lifting frontale per la correzione delle rughe e dei solchi della porzione centrale della fronte, eseguibile anche con tecnica endoscopica.


Preparazione all’intervento

• L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide; in caso di dubbio, devono essere effettuate le indagini specifiche. È preferibile, anche se non in tutti i caso obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni.
• Prima dell’intervento vengono consegnati referti delle analisi e degli esami preoperatori prescritti
• Dovranno essere segnalate eventuali terapie farmacologiche in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti) , terapie omeopatiche e filo terapiche e segnalate possibili allergie ad antibiotici e farmaci in genere.
• Almeno due settimane prima dell’intervento dovrà essere sospesa l’assunzione di mecidinali di acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemirit, Vivin C, etc.)
• La contemporanea assunzione di anticoagulanti orali è da ritenersi una controindicazione all’intervento.
• Il giorno precedente l’intervento deve essere effettuato un accurato lavaggio dei capelli, asportato lo smalto delle unghie delle mani e dei piedi ed i cosmetici dal viso.
• Nel caso in cui l’intervento sia programmato in anestesia generale o in sedazione, prima dell’intervento deve essere osservato digiuno di almeno otto ore da cibi solidi e bevande.
• È bene indossare indumenti con maniche comode e completamente apribili sul davanti e calzare scarpe comode senza tacco.

Anestesia

Il liftin temporale può essere eseguito in anestesia locale con o senza sedazione (infusione endovenosa di farmaci che inducono uno stato di profondo rilassamento) oppure in anestesia generale, se associato ad un lifting cervico-facciale.
Potrà essere previsto un colloquio con un Medico Anestesista per le opportune informazioni.

Esecuzione dell’intervento e sua durata


L’intervento può essere eseguito in regime ambulatoriale, di ricovero solo diurno o in regime di ricovero sulla base delle condizioni generali di salute e delle preferenze del paziente.
L’intervento viene eseguito, su ambi i lati, con un’incisione trasversale della lunghezza di circa 4 centimetri a livello del cuoio capelluto temporale, o in prossimità della linea anteriore di intersezione dei capelli. Attraverso questa breccia viene effettuato lo scollamento di alcune fasce sottocutanee e della cute della regione delle tempie e della parte laterale della regione orbitaria. Si procede quindi al loro innalzamento. I tessuti sollevati possono venire direttamente suturati oppure ancorati alle fasce profonde con l’utilizzo di particolari fili di sospensione o altri presidi.
Se eseguito isolatamente, il lifting temporale dura da 1 a 2 ore.

Condizioni post-operatorie

Solo dopo l’intervento potrà essere applicato del ghiaccio sulle parti operate.
Il dolore dopo questo tipo d’intervento non è forte e di norma è controllabile con i comuni analgesici. Spesso il dolore coincide con la sensazione di tensione alla quale ci si abitua progressivamente fino a non avvertirla più dopo alcune settimane.
L’insorgenza di un dolore forte e persistente e/o di un improvviso gonfiore in qualche parte del volto potrebbe significare lo sviluppo di un ematoma (vedere complicazioni). In questo caso è necessario informare tempestivamente il chirurgo.
Per i primi tre-quattro giorni la regione delle tempie e talora anche le palpebre saranno gonfie. Eventuali ecchimosi, agevolmente possono essere mascherate con un correttore, potranno durare anche quattro-cinque settimane.
I punti di sutura sul cuoio capelluto vengono rimossi circa 10 giorni dopo l’intervento.
Una certa riduzione della sensibilità cutanea è quasi sempre presente. Quantunque la normale sensibilità tenda a riprendere gradatamente, una lieve ipoestesia (riduzione della sensibilità) può persistere per alcuni mesi. Durante i primi 4-6 mesi potranno essere avvertiti prurito o false sensazioni (gocce d’acqua che scivolano sulla pelle, piccole scosse elettriche, etc.)
Eventuali ondulazioni del cuoi capelluto in prossimità delle cicatrici regrediscono spontaneamente nel corso dei mesi.


Attenzioni durante la convalescenza

Per le prime 24 ore:
• Riposo a casa in posizione semi-seduta
• Applicare del ghiaccio sulle parti operate
Nei primi due-quattro giorni:
• Soggiornare in ambienti freschi.
• Mantenere il capo sollevato da due o tre cuscini durante il riposo a letto per limitare il gonfiore.
• Non lavare i capelli.
• Assumere, se prescritti i farmaci antiedemigini (anti-gonfiore).
• Se prescritte, sottoporsi a sedute di linfodrenaggio.
Per la prima settimana evitare:
• L’uso di farmaci contenenti acido acetilsalicilico che potrebbero provocare sanguinamenti e quindi la formazione di ematomi.
• Sforzi fisici che potrebbero provocare un aumento della pressione arteriosa e quindi possibili sanguinamenti.
• Di abbassare il capo. Ad esempio per raccogliere qualcosa al suolo o per allacciarsi le scarpe è buona norma piegare le ginocchia e mantenere il collo eretto.
Per le prime due settimane evitare:
• Sport o esercizi fisici impegnativi.
• L’applicazione diretta di calore sul viso e sul cuoi capelluto (es. asciugacapelli elettrico)
• Indumenti a collo stretto.

Possibili complicazioni

L’intervento può dare luogo a complicazioni sia anestesiologiche (che sarenno discusse durante il colloquio con il Medico Anestesista) sia post-chirurgiche generali o specifiche.
Fra le complicazioni di carattere generale, non legate solo questo intervento ma possibili in ogni intervento chirurgico, sono da ricordare l’emorragia, l’infezione, l’ematoma, il sieroma, la deiscenza di parte delle suture.
• Un modesto sanguinamento della ferita rientra nella normalità. Se di entità importante (emorragia) può richiedere un re intervento chirurgico.
• L’infezione si manifesta con dolore, arrossamento della pelle e gonfiore accompagnati o meno da febbre e viene generalmente trattata con antibiotici, medicazioni locali e, solo raramente, richiede un intervento chirurgico. Può determinare perdita di tessuto e conseguenti cicatrici di scadente qualità.
• La formazione di ematomi (raccolte di sangue in profondità) si può verificare nei 10 giorni successivi all’intervento. Si manifesta con l’insorgenza di repentini gonfiori o di forti doloro e può essere facilitato da aumenti della pressione arteriosa causati da sforzi fisici intensi, compresa l’attività sessuale. A volte possono richiedere l’aspirazione con siringa o l’evacuazione madiante riapertura di un tratto della ferita chirurgica. In rari casi, ematomi di piccole dimensioni possono rendersi evidenti solo dopo l’avvenuta regressione del gonfiore dal volto (edema) e determinare un’imperfezione della superficie cutanea di difficile correzione.
• La riapertura spontanea della ferita (deiscenza) è più frequente in pazienti diabetici e fumatori. Spesso guarisce spontaneamente con medicazioni; più raramente necessita di una nuova sutura.
Tra le complicanze specifiche sono da segnalare:
• Lesioni nervose: nel corsodell’intervento è inevitabile recidere le più piccole terminazioni sensitive: di conseguenza la pelle risulterà insensibile per alcune settimane. Come già detto, tale fenomeno rappresenta una conseguenza normale dell’intervento.
• Una complicanza assai rara è la paralisi motoria di mezza fronte dovuta alla lesione accidentale, durante l’intervento, di un ramo nervoso che serve ad indurre la contrazione del muscolo frontale. In tal evenienza risulterà impossibile currugare il lato frontale interessato ed innalzare il corrispondente sopracciglio.
• Asimmetrie di posizione delle sopracciglia posso manifestarsi subito dopo l’intervento o a distanza di qualche settimana. Di rado si tratta di asimmetrie del nostro corpo.
• Alopecia localizzata: di rado permanente, una perdita dei capelli può verificarsi nell’area circostante l’incisione.

Cicatrici

Qualsiasi atto chirurgico lascia inevitabilmente delle cicatrici. Tutte le cicatrici chirurgiche sono permanenti e non possono essere eliminate.
Fortunatamente quelle che residuano al lifting temporale rimangono nascoste fra i capelli e risultano quindi invisibili. Di norma esse sono assai sottili, difficilmente reperibili anche sollevando i capelli. Talora, tuttavia, nonostante sia stata utilizzata la massima cura nella sutura, con il passare delle settimane può verificarsi il loro progressivo allargamento, fino a qualche millimetro. A distanza di qualche mese dall’intervento è possibile procedere alla loro correzione in anestesia locale.
In rari casi, a causa di una particolare reattività individuale, possono risultare arrossate e rilevate (cicatrici ipertrofiche). Tali cicatrici tendono lentamente a regredire col passare dei mesi e con le dovute terapie (infiltrazione di cortisone). Cicatrici di scadente qualità possono esitare a diverse complicazioni postoperatorie (ematomi, infezioni, retrazioni).


Risultati e loro durata

Grazie al sollevamento della parte laterale dei sopraccigli ed alla correzione della rugosità denominate “zampe di galline”, il lifting temporale conferisce allo sguardo un aspetto aperto e disteso.
Un’ipercorrezione (eccessivo sollevamento e tensione dei tessuti) è spesso necessaria per il successo dell’intervento. I suoi effetti regrediscono nelle settimane successive. L’entità del risultato è difficilmente predittibile in quanto la posizione dei sopraccigli nel periodo post-operatorio dipende non solo dalle modalità con cui è stato eseguito l’intervento, ma anche dall’attività dei muscoli della regione.
La durata del risultato è individuale, in relazione a numerosi fattori costituzionali. È inevitabile che col passare del tempo le code dei sopraccigli si riabbassino, potendosi rendere opportuno un intervento correttivo.

Metodi alternativi

Un’alternativa chirurgica per il sollevamento del sopracciglio è rappresentata dall’escissione della cute sovrastante (cosiddetto lifting diretto del sopracciglio). Il vantaggio risiefìde nella maggiore semplicità dell’intervento. Lo svantaggio dell’esito di una cicatrice posizionata in corrispondenza del margine superiore dei sopraccigli.
Il sollevamento temporaneo (massimo 4 mesi) della parte laterale del sopracciglio può essere ottenuta mediante utilizzo della tossina botulinica (vedere prospetto informativo dedicato).