Sebbene non sia un sostituto della diete e dell’esercizio, la lipoaspirazione può eliminare i cuscinetti di grasso che non rispondono ai metodi tradizionalmente utilizzati per indurre il dimagrimento. La liposuzione non è da considerare, nella maggior parte dei casi, un trattamento dell’obesità. I migliori candidati alla lipoaspirazione sono persone di peso normale, con pelle tonica ed elastica, che presentano accumuli adiposi localizzati in alcune aree corporee. La lipoaspirazione può essere eseguita anche in persone modicamente in sovrappeso, con accumuli più diffusi e con cute meno elastica.
È importante comunque essere in buone condizioni di salute ed avere aspettative realistiche.
L’età non ha un significato determinante di per se stessa, anche se è ovvio che nelle persone più anziane l’elasticità cutanea è diminuita e quindi non possono essere raggiunti gli stessi risultati ottenibili nelle persone più giovani.


Preparazione all’intervento

L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide ed è preferibile, anche se non in tutti i casi obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni. Prima dell’intervento vengono consegnati referti delle analisi e degli esami preoperatori prescritti, oltre al presente documento firmato. In alcuni casi, quando è prevista l’asportazione di una notevole quantità di grasso o se le condizioni di base lo consigliano, possono essere opportuni dei depositi del proprio sangue da effettuare presso un Centro Emotrasfusionale, sangue da infondere nel corso dell’intervento o nel postoperatorio al fine di ridurre l’anemia.
Dovranno essere segnalate eventuali terapie farmacologiche in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti) , terapie omeopatiche e filo terapiche e segnalate possibili allergie ad antibiotici e farmaci in genere.
Al fine di diminuire i rischi di trombo embolia, un mese prima dell’intervento dovrà essere sospesa la terapia ormonale estro progestinica (“pillola”), in modo da indurre un ciclo regolare per la durata di un mese.
Almeno due settimane prima dell’intervento dovrà essere sospesa l’assunzione di mecidinali di acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Carin, Cemirit, Vivin C, etc.) e possibilmente il fumo, che ha influenze negative sulla vascolarizzazione cutanea e del grasso.
Il giorno precedente l’intervento si ricordi di effettuare un accurato bagno di pulizia completo, di asportare lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi e la depilazione delle aree da trattare.
Prima dell’intervento, salvo diversa prescrizione, deve essere osservato digiuno di almeno otto ore da cibi solidi e bevande.
Deve inoltre essere procurata una guaina elastica o delle calze elastiche secondo il consiglio del chirurgo.
Il giorno dell’intervento sono consigliati abbigliamento comodo e sportivo e calzature prive di tacco.

Anestesia

La scelta del tipo di anestesia, che terrà conto delle preferenze individuali, dipende dalla quantità di tessuto adiposo da asportare e dalla sua localizzazione: per piccoli accumuli in zone di limitata estensione l’intervento può essere eseguito in anestesia locale; accumuli di discreta entità localizzati agli arti inferiori possono essere asportati con anestesia peridurale o spinale (anestesia limitata agli arti inferiori) oppure con anestesia locale associata a sedazione; accumuli cospicui, specie se estesi all’addome ed ai fianchi o comunque presenti in diverse sedi corporee, richiedono invece l’associazione di anestesia locale e farmaci per via endovenosa (cosiddetta sedazione) o l’anestesia generale.

Modalità d’esecuzione e durata dell’intervento

Secondo l’entità e l’estensione delle zone trattate, l’intervento può essere realizzato ambulatorialmente, in regime di day surgery o con degenza notturna.
L’esperienza maturata da ogni chirurgo lo porta a preferire particolari tecniche d’esecuzione e modalità di gestione del paziente.
Qualsiasi sia la modalità di anestesia utilizzata, le zone da trattar vengono generalmente infiltrate con quantitativi variabili di liquidi associati ad anestetici locali e sostanze vasocostrittrici prima dell’inizio della fase di aspirazione.
Vengono praticate incisioni cutanee di alcuni millimetri, ove possibile in sedi occultabili (ad esempio la piega glutea o quella inguinale), necessarie all’introduzione delle cannule con cui viene aspirato il tessuto adiposo in eccesso. La lipoaspirazione può avvenire con metodiche diverse.
• Tradizionale: cannula collegata a siringa o ad un motore;
• Reciprocante: cannula vibrante collegata ad un motore;
• Laser: distruzione del tessuto adiposo con sonda laser introdotta nel sottocutanei e aspirazione;
• Ultrasonica: emulsificazione (liquefazione) con sonda ad ultrasuoni introdotta nel sottocutaneo e aspirazione.

Risultati equivalenti possono essere ottenuti con ciascuna metodica, purchè impiegata nel modo corretto.
Personalmente preferisco eseguire la lipoaspirazione secondo la “tecnica reciprocante”, o mediante laser. Si tratta di tecniche che riducono, rispetto alle tecniche tradizionali, il traumatismo dei tessuti trattati e consentono un trattamento più preciso dei tessuti superficiali, favorendo maggiormente i processi di retrazione cutanea.
Le incisioni vengono generalmente suturate e si provvede, secondo i casi, ad una medicazione contenitiva e/o all’utilizzo di una guaina o di calze elastiche.
La durata dell’intervento dalla quantità di tessuti adiposo da asportare: da una a più ore.

Decorso post-operatorio

Nel corso delle prime ore dopo l’intervento è normale la perdita di sangue e di liquidi dai piccoli fori cutanei.
Un senso di affaticamento è generalmente presente per alcuni giorni nelle liposuzioni più importanti. Qualora si verificassero svenimenti, cefalea, profonda spossatezza, è necessario contattare immediatamente il chirurgo.
Il periodo di riposo da osservare dopo l’intervento è dipendente dalla quantità del tessuto aspirato, dall’estensione e dalla sede delle aree trattate e varia da uno a sette giorni.
In questo periodo è opportuno favorire la deambulazione, in quanto favorisce lo smaltimento del gonfiore e limita i rischi di formazione di trombi nelle vene delle gambe. È da evitare, invece, la prolungata stazione eretta senza camminare, stirare etc… .
Una terapia per la prevenzione della trombo embolia da protrarre per qualche settimana deve essere eseguita quando ritenuta opportuna dal chirurgo.
Nei giorni immediatamente successivi alla lipoaspirazione potranno essere avvertiti fastidi ed indolenzimenti con sensazione di gonfiore in corrispondenza delle zone trattate, in particolare durante l’esecuzione di alcun movimenti e nella variazione delle posizioni nel letto. La sensazione di gonfiore e moderato doloro si attenueranno nel giro di pochi giorni; in taluni casi l’edema (il gonfiore) può persistere anche per alcune settimane, specie dopo lipoaspirazione a livello di gambe e caviglie.
Dopo 5-15 giorni dall’intervento, talvolta più tardivamente, vengono rimossi i punti di sutra ed è possibile fare una doccia. La guaina e le calze elastiche, se prescritte, vengono indossate continuativamente (giorno e notte) per 3-4 settimane.

Precauzioni durante la convalescenza

Per alcune settimane dopo l’intervento, le regioni trattate possono presentare delle ecchimosi (lividi) ed alterazioni della sensibilità cutanea che possono persistere anche per alcuni mesi.
Per circa un mese deve essere evitala l’attività sportiva. L’esposizione diretta al sole è consentita solo dopo la completa scomparsa dei lividi.
Su indicazione del chirurgo possono essere indicate sedute di massaggio dolce e di linfodrenaggio effettuate da personale specializzato dopo circa 20-30 giorni dall’intervento per favorire un più rapido smaltimento degli edemi (gonfiore).

Possibili complicazioni

Qualsiasi procedura chirurgica, per quanto eseguita su pazienti in buone condizioni generali, comporta la possibilità, seppure poco frequente, di complicazioni generali.
Al pari di ogni tipo di intervento chirurgico, quindi, la lipoaspirazione può dare luogo a complicazioni come l’emorragia, l’ematoma, il sieroma, l’infezione, la necrosi cutanea, l’edema persistente, la tromboembolia.
Il rischio di emorragie è piuttosto basso in caso di lipoaspirazione, mentre è normale la presenza di lividi (ecchimosi) anche estesi a seguito del trauma causato dalle cannule; l’emorragia, se cospicua può comportare la possibilità di anemia postoperatoria severa con eventuale necessità di emotrasfusioni.

Ematomi di piccole dimensioni sono frequenti e non comportano esiti sfavorevoli, né necessità di trattamento. Quelli di maggiori dimensioni, più rari e più frequentemente localizzati a livello addominale, possono richiedere l’aspirazione o l’evacuazione chirurgica.
In caso di sieroma (accumulo di liquido giallo trasparente), può essere necessaria l’aspirazione con siringa e solo molto raramente una revisione chirurgica.
Le infezioni, molto rare, vengono trattate con antibiotici per via generale e, a meno che non comportino raccolte purulente, non necessitano d’intervento chirurgico.
La necrosi cutanea è rara e più frequente con l’utilizzo della metodica ad ultrasuoni.
L’edema persistente (gonfiore prolungato) della zona operata, pur raro, è più frequente nelle aree declivi (gambe, caviglie) e si risolve spontaneamente o con linfodrenaggio nell’arco di due, tre mesi.
L’evenienza di troboembolie è rara, anche se maggiore rispetto ad altri interventi di chirurgia plastica; la frequenza può essere minima in assenza di fattori di rischio ed in caso di lipoaspirazioni di modesta o discreta entità in presenza di una precoce mobilizzazione, è invece più importante in caso di lipoaspirazione di maggior entità con immobilizzazione a letto.
Soprattutto in tali casi, è indicata una profilassi antitromboembolica per almeno 14 giorni. Al fine di rendere minimo il rischio di trombo embolie è molto importante la mobilizzazione degli arti inferiori immediatamente dopo l’intervento e la deambulazione il più precocemente possibile.

Risultati e loro durata

L’effetto migliorativo della lipoaspirazione sul profilo della parte trattata risulta immediatamente apprezzabile al chirurgo già durante l’intervento. Il gonfiore successivo non rende per altro valutabile il risultato dell’intervento per uno-due mesi nei casi più significativi. Il risultato definitivo risulta pienamente apprezzabile sei mesi circa dopo l’intervento.
L’alterazione della sensibilità della pelle nelle zone trattate rappresenta la norma e regredisce spontaneamente nel corso di alcuni mesi.
Specie a seguito del trattamento di adiposità cospicue, la presenza di eventuali asimmetrie o accumuli residui potrà rendere opportuna l’esecuzione di interventi successivi di correzione.
In taluni casi, specie in pazienti non giovani o on pelle anelastica, potranno esitare lievi irregolarità o rilassamenti della superficie cutanea.
La lipoaspirazione non censente di correggere la pelle a buccia d’arancia ed eventuali preesistenti irregolarità (avvallamenti) del tessuto sottocutaneo. È altresì possibile che nelle zone trattate si manifestino, a distanza di alcuni mesi dall’intervento, dei lievi avvallamenti cutanei dovuti a fenomeni di retrazione cicatriziale a livello del tessuto sottocutaneo, che possono richiedere ulteriori interventi correttivi.
Il risultato dell’intervento è duraturo. La lipoaspirazione sottrae all’organismo un certo numero di cellule adipose che l’organismo non è più in gradi di rimpiazzare. Dipo la pubertà, infatti, il numero di cellule adipose rimane inalterato nel tempo, potendo variare solo la dimensione di ogni singola cellula. In pratica rimane sempre possibile, dopo l’intervento un aumento di peso dovuto ad abitudini alimentari scorretti, alla sedentarietà o a sopravvenuti squilibri ormonali: in tal caso comunque ragionevole attendersi un incremento ponderale inferiore a quello che si sarebbe potuto verificare senza lipoaspirazione.

Cicatrici ed altre sequele

All’intervento residuano cicatrici cutanee delle lunghezza di qualche millimetro, collocate per lo più in corrispondenza dei naturali solchi cutanei. Qualora dovesse risultare eccessivamente visibili, possono essere corrette con una piccola revisione chirurgica.
Come già detto, la presenza di ecchimosi e di gonfiore per diverse settimane dopo l’intervento in corrispondenza delle parti trattate rappresenta la norma: si tratta di alterazioni transitorie destinate a non lasciare traccia. Raramente posso persistere per un lungo periodo discromie cutanee dovute alla presenza di emosiderina nei tussuti superficiali; in tali casi è assolutamente raccomandato di evitare l’esposizione al sole o lampade abbronzanti fino alla completa risoluzione del quadro clinico.
Asimmetrie, irregolarità e modeste depressioni sono relativamente frequenti nelle lipoaspirazioni più importanti; vanno valutate a distanza di poche mesi ed eventualmente corrette.

Metodi alternativi


Gli accumuli di grasso trattati con la lipoaspirazione non traggono generalmente benefici con la dieta. Esistono trattamenti alternativi di medicina estetica, generalmente realizzati in più sedute (ultrasuini, presso terapia, ozonoterapia, mesoterapia, etc. ), che possono consentire miglioramenti transitori in caso di accumuli modesto o di lieve entità. In realtà, al momento, la lipoaspirazione è il trattamento di elezione per la correzione delle lipodistrofie localizzate.