E’ possibile ridurre o aumentare il volume della piramide nasale, cambiare la forma della punta o del dorso, restringere le narici, variare il diametro antero-posteriore, cambiare l’angolo tra il naso ed il labbro superiore e tra il naso e la fronte.

Il naso deve essere visto globalmente inserito nell’insieme del volto ed armoniosamente integrato rispetto alle sue proporzioni. L’obiettivo dell’intervento è la correzione dei difetti cercando di ottenere un risultato “naturale”. Non è consigliabile ad esempio riprodurre la forma del naso secondo un modello predefinito non personalizzato.
Nel corso dello stesso intervento può anche essere eseguita la correzione del setto nasale e dei turbinati (rinosettoplastica), per correggere eventuali problematiche respiratorie.
Esistono diverse tecniche per effettuare una rinoplastica. La tecnica viene personalizzata in relazione alle caratteristiche del paziente, alle sue aspettative e al risultato da ottenere.


La rinoplastica può essere eseguita anche contestualmente ad altre procedure chirurgiche del
volto.
I migliori candidati ad un intervento di rinoplastica sono pazienti che desiderino un miglioramento del proprio aspetto, ma che godano di una certa stabilità psicologica e di aspettative realistiche.

Preparazione all’intervento

Per eseguire una rinoplastica è necessario attendere che la crescita complessiva del volto sia completata; ciò si realizza dopo i 18 anni.
L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide: in caso di dubbio, devono essere effettuate le indagini specifiche.
Prima dell’intervento dovranno essere consegnati i referti delle analisi e degli esami preoperatori prescritti, che generalmente includono una radiografia e/o TAC del massiccio facciale e una rinomanometria, una visita Otoiatrica, e, in casi particolari, una valutazione allergologica.
Dovranno essere segnalate eventuali terapie farmacologiche in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti), terapie omeopatiche e fitoterapiche l’uso di vasocostrittori nasali e altre sostanze assunte per via inalatoria e segnalate possibili allergie ad antibiotici e farmaci in genere. Devono essere segnalate inoltre eventuali patologie oculari.
Almeno due settimane prima dell’intervento dovrà essere sospesa l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Carin, Cemirit, Vivin C, etc.)
Il giorno precedente l’intervento deve essere effettuato un accurato bagno di pulizia completo, uno shampoo, asportato lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi. Non applicare alcun make-up al viso il giorno dell’intervento .
Prima dell’intervento deve essere osservato digiuno di almeno otto ore da cibi solidi e bevande.
E’ bene indossare solo un indumento da notte con maniche comode e completamente apribile sul davanti.
Anestesia

La rinoplastica si esegue in anestesia generale oppure in anestesia locale e sedazione, oppure in anestesia solo locale. Il tipo di anestesia potrà essere discussa con l’anestesista.
Esecuzione dell’intervento e sua durata
L’intervento può essere effettuato in regime di ricovero solo diurno o con degenza notturna. L’intervento ha una durata variabile, in genere da una a tre ore, secondo la tecnica utilizzata.
Si riconoscono due principali modalità di esecuzione della rinoplastica:
• la tecnica cosiddetta “chiusa”, ove le incisioni sono praticate solo all’interno delle narici.
• la tecnica cosiddetta “aperta”, in cui si aggiunge un’incisione cutanea sulla columella (struttura che divide le due narici).
Una volta praticate le incisioni, la cute viene mobilizzata dallo scheletro sottostante ed il dorso nasale modellato mediante la rimozione del gibbo osteocartilagineo. Se indicato, si procede alla frattura delle ossa nasali alla loro base. così da ridurre la larghezza della piramide nasale e ricostituire il dorso del naso. Quando ritenuto opportuno, vengono rimodellate le cartilagini della punta. Per ridurre l’ampiezza delle narici è possibile eseguire la resezione di due minuscoli segmenti di cute alla loro base.
A volte può essere necessario associare all’intervento di rinoplastica la correzione del setto nasale deviato e/o correggere l’ipertrofia dei turbinati.
In alcuni casi è opportuno provvedere all’inserimento di segmenti di cartilagine prelevati dal setto, dalle cartilagini della punta o dai padiglioni auricolari, per salvaguardare la funzione respiratoria e/o per sostenere la punta nella posizione più adeguata e/o per migliorare il risultato estetico. In casi particolari possono essere utilizzati innesti ossei o altri materiali biocompatibili.
L’intervento si conclude con la sutura delle brecce chirurgiche e talora con il posizionamento di tubicini di silicone nel naso. A livello del dorso viene applicata una contenzione per evitare involontarie mobilizzazioni delle strutture osteo-cartilaginee.
Dopo l’eventuale settoplastica vengono inseriti nel naso dei tubicini di silicone.

Decorso post-operatorio

Nel post-operatorio può essere avvertito un certo dolore, generalmente dominabile con i comuni analgesici. Nel riposo notturno è consigliabile mantenere il capo sollevato con dei cuscini per alcuni giorni. E’ utile applicare sulla fronte una borsa di ghiaccio.
Un modesto sanguinamento dalle narici è prevedibile e normale nelle prime 48 ore.
Dopo l’intervento si ha un certo grado di edema (gonfiore), associato ad ecchimosi (lividi) intorno agli occhi. che si renderanno maggiormente evidenti a partire dal secondo – terzo giorno post-operatorio. In assenza di complicanze. tutto re2reclirà verso la normalità in una o due settimane.
In alcuni casi si può verificare la comparsa di chemosi (ecchimosi ed edema congiuntivale) e cefalea.
Un certo fastidio può derivare dalla difficoltosa respirazione nasale dovuta all’eventuale presenza dei tubicini nel naso. Se presenti, essi vengono rimossi 7-10 giorni dopo l’intervento.
A narici libere, saranno prescritte creme, gel e spray, utili a detergerle ed a migliorare la respirazione.
Eventuali punti di sutura saranno rimossi dopo 5-7 giorni.
La contenzione esterna viene generalmente mantenuta per due settimane.

Precauzioni durante la convalescenza

Dopo un intervento di rinoplastica è opportuno:
• Non rimuovere né bagnare la medicazione.
• Per i primi sette giorni evitare sforzi fisici e di abbassare il capo, di guidare l’automobile, di assumere alcolici, cibi o bevande molto calde e farmaci che contengano acido acetilsalicilico (es. aspirina). E’ consigliabile starnutire a bocca aperta ed evitare o ridurre il fumo.
• Per un mese, non soffiarsi il naso, pulendolo mediante gel e spray prescritti dal chirurgo, applicare più volte al giorno le pomate eventualmente prescritte, ridurre il rischio di traumi diretti del naso evitando luoghi affollati e situazioni non controllabili, evitare l’uso di occhiali con montatura pesante, evitare l’esposizione diretta al sole o al calore intenso (es. sauna, lampada UVA). Evitare inoltre l’uso di indumenti a collo stretto.
• È possibile praticare un bagno di pulizia con acqua non eccessivamente calda già dopo due giorni. I capelli possono essere lavati dopo una settimana, evitando di bagnare la medicazione, e asciugati con aria tiepida.
• Eventuali attività sportive possono essere riprese dopo 4 settimane, purché non espongano il naso a possibili traumi, anche modesti.

Possibili complicanze

Ogni intervento chirurgico comporta dei rischi e delle complicazioni. Alcuni si possono definire “generici”, comuni a tutti gli interventi; altri sono “specifici” della rinoplastica.
Tra le complicanze generiche si ricordano: le emorragie, gli ematomi, le piccole necrosi cutanee, le infezioni e le reazioni allergiche locali.
• Emorragia. Si manifesta con abbondante perdita di sangue dalle narici o presente in gola. E’ un’evenienza rara ma possibile. Generalmente il tamponamento è sufficiente ad arrestarlo. In rari casi è necessario ritornare in sala operatoria per controllare l’emorragia.
• Ematoma. Consiste nella raccolta di sangue sotto la cute o in corrispondenza delle strutture interne del naso. Può essere drenato mediante aspirazione o richiedere la parziale apertura della ferita chirurgica.
• Necrosi cutanee. Evenienza rara. Sono più frequenti con la tecnica “aperta” potendo interessare la punta del naso e la columella.
• Infezioni. Sono rare e generalmente controllabili con terapia antibiotica. Possono causare alterazioni della forma della punta.
• Allergie locali. Sono state segnalate reazioni allergiche ai cerotti, alle suture e a creme per uso topico. Generalmente sono di scarso significato clinico.
Tra le complicanze specifiche ricordiamo: disturbi della respirazione, perforazione del setto, danni a strutture profonde, alterazioni dell’olfatto, ritardi di guarigione.
• Disturbi della respirazione. Di frequente riscontro nelle prime settimane, sono dovute all’edema dei tessuti e si risolvono spontaneamente. Più raramente possono essere definitivi qualora causati da alterazioni anatomiche delle fosse nasali provocate da retrazioni cicatriziali, inadeguato trattamento del setto, dei turbinati e dello scheletro cartilagineo. Talora richiedono un intervento correttivo.
Di non raro riscontro è la secchezza delle mucose, talora permanente, che può essere trattata con l’utilizzo di gel emollienti.
• Perforazione del setto nasale. Può essere conseguente al trattamento chirurgico del setto e non è sempre sintomatico. L’utilizzo di sostanze stupefacenti quali la cocaina, e farmaci ad effetto vasocostrittore assunti per via inalatoria aumentano significativamente il rischio di ritardi di guarigione e di perforazioni del setto nasale. Talvolta è necessario un intervento chirurgico ripartivo. In casi rari, questa complicanza non può essere corretta.
• Danni al dotto lacrimale. Di rara osservazione, il danno al dotto lacrimale provoca epifora (lacrimazione continua) e raramente dacriocistite (infiammazione delle vie lacrimali). Talora può essere opportuno un intervento correttivo.
• Alterazioni dell’olfatto. Più frequentemente transitorie, solo in casi rari sono permanenti.
• Ritardi nella guarigione delle ferite. Talora si osservano deiscenze (aperture) delle ferite chirurgiche o ritardi nella guarigione. Queste situazioni possono richiedere un aumento del numero di medicazioni ed eventualmente un riparo chirurgico.
• “Naso rosso”. E’ una complicanza piuttosto rara dovuta alla possibile dilatazione dei capillari della pelle del naso specie quando questa è particolarmente sottile. Il difetto può essere corretto mediante un trattamento laser.

Risultati

In condizioni normali il gonfiore e l’ecchimosi successivi all’intervento si attenuano significativamente nel corso di alcune settimane. Il risultato definitivo, invece, non potrà essere apprezzato prima che siano trascorsi almeno 6 mesi dall’intervento. In particolar modo, la punta nasale richiede un periodo di tempo ancora più lungo per raggiungere la sua conformazione definitiva, specie dopo rinoplastiche aperte. Eventuali interventi correttivi dovranno essere programmati al termine di questo processo di guarigione.
Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, i risultati della rinoplastica sono migliori in alcuni individui piuttosto che in altri sulla base di alcuni fattori individuali quali lo spessore e la forma delle ossa e delle cartilagini, lo spessore e la qualità della pelle, la forma del viso, l’età.
Le forme più accentuate di deviazione del setto e dell’asse nasale, anche se migliorate, in molti casi possono non risultare completamente corrette.

Cicatrici ed altre sequele

Le cicatrici posizionate all’interno del vestibolo nasale non sono visibili. Le eventuali cicatrici esterne, sono generalmente di buona qualità e quindi scarsamente visibili.
La qualità delle cicatrici varia con il passare dei mesi e dipende in gran parte dalla reattività cutanea individuale. Generalmente la loro visibilità diminuisce con il tempo.
Molto raramente alcuni pazienti, a causa di una eccessiva reattività cutanea, possono sviluppare cicatrici arrossate o rilevate e perciò facilmente visibili, che durano diversi mesi o sono permanenti (cicatrici ipertrofiche) o cicatrici “allargate” di colore normale (cicatrici ipotrofiche). Si tratta di un’evenienza non prevedibile. Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con trattamento medico o con un intervento dopo un congruo periodo di tempo (6-12 mesi).
In casi di particolare predisposizione individuale lé cicatrici si estendono oltre i limiti dell’incisione chirurgica (cheloidi) e rappresentano un processo patologico di difficile trattamento.
Pur impiegando tutte le conoscenze disponibili allo stato dell’arte, è possibile che all’intervento di rinoplastica residuino, non infrequentemente, difetti di piccola o media entità o irregolarità, nella maggior parte dei casi percepibili al tatto, ma non evidenti all’osservatore esterno. Nel 15% dei casi si rendono opportuni interventi di ritocco finalizzati alla correzione di irregolarità visibili o asimmetrie.

Il risultato raggiunto con l’intervento di rinoplastica potrebbe non essere definitivamente stabile, a causa del fisiologico invecchiamento dei tessuti.

Metodiche alternative

Modificazioni lievi e transitorie della forma del naso possono essere ottenute mediante l’utilizzo di filler o della tossina botulinica.