L’intervento di torsoplastica viene eseguito per correggere tali difetti mediante l’asportazione circonferenziale dell’eccesso di pelle e di grasso in sede sovrapubica, sovraglutea ed in corrispondenza dei fianchi. In tal modo conferisce al profilo corporeo un aspetto più tonico, gradevole e naturale. Al tempo stesso possono essere eliminati i disturbi presenti nei casi più accentuati, quali la dermatite che spesso si verifica a livello delle pieghe inguinali e l’impaccio nei movimenti o nella scelta degli indumenti.
Contemporaneamente alla torsoplastica possono essere eseguite l’addominoplastica, il lifting della faccia interna delle cosce. e/o la lipoaspirazione (vedere i relativi modelli informativi).
È bene ricordare che la lipoaspirazione eseguita isolatamente può migliorare il profilo corporeo solo nel caso in cui la pelle ha una buona elasticità e può quindi essere in grado di adattarsi alla diminuzione del volume indotta dall’asportazione del grasso.


I migliori candidati alla torsoplastica

I migliori candidati alla torsoplastica sono i soggetti in cui:
• esista una importanze cedevolezza dei tegumenti a livello dei fianchi, dell’addome e della faccia anteriore delle cosce.
• il peso corporeo sia relativamente stabile.
• non siano previste future gravidanze – non sussistano patologie generali che possano aumentare i rischi della chirurgia o rallentare i processi di guarigione (ad es. cardiopatie, diabete).
• possa essere garantita la sospensione del fumo di sigarette almeno una settimana prima dell’intervento ed almeno quindici giorni dopo. – esista un’aspettativa realistica dei possibili risultati.
• esista il desiderio e la volontà di condurre uno stile di vita equilibrato relativamente all’alimentazione ed all’attività fisica.

La torsoplastica può migliorare l’aspetto ed aumentare l’autostima, ma non è conferisce una forma perfetta e non è detto che renda ideali i rapporti interpersonali. Prima di decidere per l’intervento, rifletta attentamente sulle Sue aspettative e ne discuta con me.
Generalità sull’intervento

1. Tracciato preoperatorio: con il paziente in piedi viene valutata la quantità di tegumento (pelle e grasso sottostante) da asportare al fine di migliorare il profilo del “giro vita” e di consentire l’occultamento della futura cicatrice sotto slip di foggia tradizionale. Con un pennarello vengono tracciati i limiti della fascia di tegumento da asportare. Le linee debbono essere per quanto possibile simmetriche sui due lati del corpo. La linea inferiore del tracciato lambisce il margine superiore del pelo pubico, si estende lateralmente ai fianchi e decorre lungo la parte superiore dei glutei. La linea superiore, parallela all’inferiore, ha una distanza variabile da questa, secondo la quantità di tessuto da asportare.
2. Anestesia: l’intervento viene eseguito in anestesia generale o, nei casi di minor impegno, in anestesia peridurale oppure in anestesia locale e sedazione.
3. Incisioni circonferenziali: vengono eseguite in corrispondenza del tracciato preoperatorio e raggiungono in profondità le fasce muscolari.
4. Dopo l’asportazione del tessuto in eccesso possono essere posizionati dei drenaggi, cioè dei tubicini di plastica che fuoriescono dalla pelle per evacuare eventuali raccolte liquide di sangue o siero.
5. Suture: i margini tegumentari vengono avvicinati e suturati alle fasce muscolari al fine di consentire la futura stabilità del risultato. I margini della pelle vengono cuciti evitando per quanto possibile punti esterni.
6. Alla fine dell’intervento vengono applicati dei piccoli cerotti ed una medicazione sulle ferite ed indossata una guaina.
7. Durata dell’intervento: da due a tre ore, secondo i casi. La maggior parte del tempo viene dedicata alle suture.

Preparazione dell’intervento

Qualora esista un sovrappeso è preferibile, prima di programmare l’intervento, perseguire un opportuno calo ponderale attraverso un regime dietetico e di attività motoria indicato dallo specialista.
L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide ed è preferibile, anche se non in tutti i casi obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni.
La prego di informarmi, se già non lo ha fatto durante il nostro primo colloquio, di qualsiasi eventuale terapia farmacologica in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti).
In occasione del nostro prossimo incontro mi consegnerà i referti delle analisi e degli esami pre-operatori prescritti.
Nel caso il Suo “giro vita” necessiti di una riduzione cospicua ed il Suo livello pre-operatorio di emoglobina risulti sotto il livello normale, tre settimane circa prima dell’intervento dovrà recarsi presso un Centro Emotrasfusionale per eseguire una donazione di sangue che Le verrà infuso nel corso dell’intervento e immediatamente dopo; in tal modo viene al tempo stesso evitato il rischio di anemia ed il quello di infezioni derivanti dall’infusione di sangue proveniente da altri donatori. Provvederò a darLe tutte le relative indicazioni al riguardo.
La mia segretaria provvederà a fornirLe, su mia indicazione, la guaina o la pancera elastica che dovrà indossare dopo l’intervento.

Almeno un mese prima dell’intervento dovrà essere sospesa l’assunzione di terapie a base ormonale (pillola anticoncezionale, ormonoterapia sostituiva della menopausa, ormoni per il controllo dei tumori mammari) che notoriamente aumentano il rischio di trombosi.
Almeno 2 settimane prima dell’intervento dovrà sospendere l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Carin, Cemirit, Vivin C, etc.) o Vitamina E.
Almeno 1 settimana prima dell’intervento dovrà sospendere il fumo e limitare l’assunzione di alcolici.
Si ricordi di informarmi tempestivamente sull’eventuale insorgenza di raffreddore, mal di gola, tosse, malattie della pelle.
Il giorno precedente l’intervento si ricordi di effettuare un accurato bagno di pulizia completo, di asportare lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi e di depilare le ascelle.
Non assuma cibi né bevande a partire dalla mezzanotte.
Il giorno dell’intervento mantenga rigorosamente il digiuno e indossi solo un indumento da notte con maniche comode e completamente apribile sul davanti.

Condizioni post-operatorie

Nel periodo post-operatorio potrà avvertire un certo dolore, che regredirà spontaneamente nel giro di pochi giorni.
La dimissione avverrà 1-3 giorni dopo l’intervento.
Già nei primi due-tre giorni post-operatori, nonostante possa risultare faticoso, consiglio di fare qualche passo appena possibile, in modo da accelerare il flusso sanguigno negli arti inferiori e limitare i rischi di trombosi venosa profonda.
I drenaggi vengono di norma rimossi due-quattro giorni dopo l’intervento, talora alcuni giorni più tardi.
Nel corso della prima settimana potrà deambulare per periodi progressivamente più lunghi e limitare a poche ore del giorno il riposo a letto o in poltrona.
Per le prime 2 settimane dovrà evitare dì fumare e di compiere movimenti eccessivi degli arti inferiori, sforzi o sollevamento di pesi. Dovrà inoltre astenersi dall’attività sessuale, che potrà essere ripresa con cautela dopo tale periodo. Dovrà infine assumere eparina a basso peso molecolare (un’iniezione sottocutanea al giorno) per rendere minimi i rischi di trombosi agli arti inferiori.

Attenzioni da usare successivamente

In assenza di complicazioni potrà riprendere l’attività lavorativa due settimane dopo l’intervento, possibilmente con ritmi moderarti.
Per circa un mese dovrà mantenere in sede la guaina o la pancera elastica prescritta, che serve a mantenere immobilizzata la regione operata, evitare ogni tipo di attività sportiva e l’esposizione diretta al sole o ad eccessive fonti di calore (es. sauna).

Possibili complicazioni

Qualsiasi procedura chirurgica, per quanto di modesta entità ed eseguita su pazienti in buone condizioni generali, comporta la non prevedibile possibilità di complicazioni generali. Statisticamente si può affermare che in persone in buone condizioni generali i cui esami clinici pre-operatori non dimostrino alterazioni significative, l’insorgenza di complicazioni gravi o gravissime è pressoché teorica.
Al pari di ogni altro tipo di intervento chirurgico, quindi, l’addominoplastica può dare luogo a complicazioni sia anestesiologiche che post-chirurgiche come sotto elencato. Per limitare il rischio di tali complicanze si rende necessaria oltre ad un’opportuna preparazione (calo ponderale, sospensione di alcuni farmaci e, laddove opportuno, eventuale pre-donazione di sangue) un’attenta valutazione degli esami e delle indagini cui verrà sottoposta prima dell’intervento, un’adeguata assistenza anestesiologica sia durante l’intervento che nell’immediato periodo post-operatorio e la costante attenzione che mi impegno a garantirLe nei giorni successivi.
• Ematoma: consiste nella raccolta di sangue nel tessuto adiposo sottocutaneo causato da sanguinamenti nel periodo postoperatorio. Si verifica solitamente 12-24 ore dopo l’intervento e si può manifestare con l’insorgenza di dolore e di gonfiore della parte operata. Il posizionamento di drenaggi è finalizzato a limitare il rischio di tale complicazione. Se di cospicue dimensioni deve essere drenato mediante ago e siringa oppure aprendo un tartto della ferita chirurgica.
• Sieroma: consiste nella raccolta di siero (la parte liquida del sangue) nel tessuto adiposo sottocutaneo che si verifica specie nei pazienti soprappeso. Qualora la raccolta non si riassorba spontaneamente dopo la sua aspirazione, il liquido può fuoriuscire attraverso un tratto della ferita chirurgica, la cui guarigione ne risulta ritardata, anche di settimane.
• Dopo torsoplastìche di entità cospicua, specie in presenza di pre-esistenti cicatrici cutanee e nei fumatori può verificarsi la necrosi cutanea vicino alla sutura chirurgica, con ritardi di guarigione che possono richiedere medicazioni quotidiane anche per diverse settimane ed esito in cicatrici di scadente qualità.
• Infezione: si manifesta con gonfiore, dolore, arrossamento locale e possibile fuoriuscita di pus dalla ferita chirurgica. Richiede trattamento antibiotico e talora l’apertura di un tratto della sutura chirurgica per eseguire lavaggi e ripetute medicazioni. Può comportare necrosi della cute (vedi sopra), ritardi della guarigione della ferita ed esito in cicatrici di scadente qualità.
• Liponecrosi: si tratta della colliquazione del tessuto adiposo sottocutaneo in una delle regioni sottoposte all’intervento. Si può verificare la fuoriuscita di modeste quantità di liquido oleoso dalla ferita. Dopo la guarigione può esitare un avvallamento in corrispondenza.
• Gonfiore prolungato delle parti operate o degli arti inferiori. Per limitare tale evenienza è bene ricordare l’utilità di deambulare evitando lunghe soste in posizione eretta durante la convalescenza. Sedute di linfodrenaggio possono essere utili per evitare o diminuire il gonfiore degli arti inferiori.
• Alterazioni della sensibilità della pelle. Sono in genere temporanee.
• Asimmetria nel profilo corporeo o nella posizione delle cicatrici.
• Intolleranza ai punti di sutura e loro possibile fuoriuscita dalla pelle.
• Ecchimosi (lividi): rappresentano la norma. In taluni casi, specie se non viene evitata la diretta esposizione al sole delle parti operate nei due mesi successivi all’intervento, possono rimanere delle pigmentazioni della pelle.

• Trombosi delle vene profonde degli arti inferiori, seguite da complicazioni cardiache e/o polmonari (tromboembolia). Al fine di rendere minimi tali rischi è importante iniziare a muovere almeno qualche passo già il giorno successivo all’intervento.

Cicatrici ed altre sequele locali

Inevitabilmente l’intervento produce una cicatrice cutanea lungo tutta la circonferenza del tronco, la cui qualità dipende sia dall’entità della correzione apportata, sia dalla reattività cutanea individuale.
La cicatrice è generalmente poco visibile ma può divenire arrossata ed allargarsi nel corso delle prime settimane successive all’intervento. In tal caso, con il passare dei mesi in genere si schiarisce e diviene piatta e morbida. Talune pazienti, a causa di un’eccessiva reattività cutanea o di infezioni della ferita, possono sviluppare cicatrici “ipertrofiche”, cioè arrossate e rilevate, che durano anche diversi mesi. Si tratta di un’evenienza non prevedibile, seppure di raro riscontro; in tal caso Le consiglierò l’utilizzo di particolari paste o pomate con cui ricoprire le cicatrici o potrò provvedere a trattarle con infiltrazioni di cortisone per favorire una più veloce regressione dell’ipertrofia. Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con un intervento in anestesia locale dopo aver atteso un congruo periodo di tempo (8-12 mesi dall’intervento di addominoplastica).

Risultati e loro durata

Il cambiamento del profilo corporeo e la correzione della- ritassatezza della pelle risultano visibili subito dopo l’intervento, ma il risultato definitivo risulta apprezzabile mediamente a distanza di un anno.
Il risultato è permanente, nel senso che il tessuto asportato non si riforma più. Peraltro, col passare del tempo, i normali processi di invecchiamento cutaneo potranno comportare un progressivo rilassamento.
In alcuni casi si rende opportuno, a distanza di anni, un intervento correttivo, solitamente di piccola entità, per eliminare eventuali residui eccessi di cute.
In conclusione, se la flaccidità del “giro-vita” è dovuto ad un eccesso di pelle e grasso, la torsoplastica può sortire buoni risultati estetici; l’esecuzione del’intervento è indicata se le aspettative estetiche sono realistiche e se è disposta/o ad accettare una convalescenza, una cicatrice permanente e la possibilità di interventi di ritocco ad una distanza di tempo variabile dall’intervento.
Qualora si verifichi una complicazione o si manifesti un effetto collaterale o un risultato indesiderato a seguito dell’intervento, il medico porrà una particolare cura ed attenzione per seguire l’evoluzione dell’evento. In tal caso il cliente sarà adeguatamente informato sulle Sue condizioni e potrà quindi collaborare col mio impegno al fine di perseguire il miglior esito possibile. Per qualsiasi eventuale problema dopo l’operazione, è quindi assolutamente raccomandato che IL CLIENTE si rivolga direttamente al Dott. Quaglieri per ogni possibile consiglio o correzione. Qualora non informato, il Dottore sarà sollevato da ogni responsabilità sull’evoluzione del Suo caso. Allo stesso modo, non potrà ritenersi responsabile di correzioni o consigli forniti da altri Colleghi che non possono aver acquisito un’approfondita conoscenza delle condizioni cliniche del paziente prima, durante e dopo l’intervento.